Zanzara tigre: presenza in aumento, attenzione ai rischi

E’ l’incubo delle estati cittadine, delle gite sui prati e delle sere all’aperto: la zanzara trigre torna ogni anno sempre più aggressiva e resistente ai rimedi tradizionali.
Basta pensare che secondo una ricerca dell’azienda VAPE, soltanto in Friuli Venezia-Giulia il numero delle zanzare tigre è aumentata del 22% in un anno, a dispetto di tutte le iniziative messe in atto per sconfiggerla.
La causa è ovviamente correlata all’umidità e ai ristagni d’acqua dovuti alle continue piogge di questa primavera.
L’insetto è originario del sud-est Asiatico, ed è arrivato in italia da una ventina d’anni, diffondendosi in tutta Europa con grande facilità.
Le punture non sono generalmente pericolose, ma in casi limitatissimi può causare la Chikungunya, una patologia tropicale di origine virale. L’infezione, che non si trasmette per contatto diretto tra uomo e uomo ma solo tramite punture da parte di zanzare infette, è caratterizzata da febbre, brividi, mal di testa e forti dolori articolari.
I rimedi classici includono l’utilizzo di repellenti e zanzariere, ma la prevenzione rimane comunque l’arma principale.
I comuni sono molto attivi su questo fronte, e hanno inviato fogli informativi su tutto il territorio dove si spiega la necessità di eliminare tutti i possibili ristagni d’acqua.
Pochi sanno però che un ottimo alleato contro le zanzare è il pesce rosso: la sua presenza nelle vasche dei giardini aiuta infatti a ridurre la quantità di larve e quindi la riproduzione.

















































