Artrite reumatoide, la diagnosi precoce è la prima cura

L’artrite reumatoide, malattia purtroppo molto diffusa e invalidante, è in realtà poco conosciuta e spesso sottovalutata.
Questo è il motivo principale per cui la diagnosi è troppe volte tardiva, quando invece riconoscere i sintomi e trattare la malattia precocemente, ne ridurrebbe le conseguenze e migliorerebbe la vita di molti.
I sintomi più tipici sono il dolore alle articolazioni soprattutto notturno, rigidità al mattino, e la comparsa di tumefazioni articolari: in presenza di questi disturbi recarsi da un medico (anche solo quello di famiglia) sarebbe d’obbligo. In realtà invece, si fa spesso passare più di un anno, quando l’appuntamento con il reumatologo viene rimandato per paura o superficialità.
Fare diagnosi e terapie precoci significa ridurre la disabilità e regalare autonomia ai pazienti.
Per di più, se si interviene presto in alcuni casi si può perfino trattare la malattia con farmaci convenzionali.
Altrimenti si passa ai biologici che riducono l’infiammazione e tutti i guai correlati con grande efficacia: l’ultimo arrivato in Italia è il tocilizumab, che funziona molto bene, ma si trova solo in Lombardia, Marche, Campania e Abruzzo.
Ecco l’ennesima prova che le disparità nella sanità sono purtroppo ancora realtà.

















































