Donazioni del sangue: allarme calo

Nei prossimi dieci anni le donazioni di sangue potrebbero subire un drastico calo, mentre aumenterà il fabbisogno di trasfusioni ed emoderivati.
L’allarme è del presidente della Federazione italiana associazioni donatori di sangue (Fidas), Aldo Ozino Caligaris, durante l’incontro al Senato su “Donazione volontaria e responsabile”, in cui sono stati presentati i primi dati di un’indagine demografica realizzata dal Censis.
Nel 2020 si potrebbe avere una riduzione dei donatori fino all’8,7% e delle donazioni fino all’8,8%, a fronte di un aumento dell’età media dei cittadini, quindi dei pazienti che più usufruiscono di trasfusione.
E questo proprio per una riduzione del numero dei giovani tra i 30 e i 55 anni, ovvero i potenziali donatori, che saranno circa un milione in meno.
Dopo i 65 anni infatti il numero dei donatori cala, sia per motivi fisiologici che per motivi clinici, visto che spesso devono affrontare malattie ed è proprio in questa fascia d’età che cresce il fabbisogno di terapie trasfusionali.
L’equilibrio raggiunto è piuttosto fragile, dicono gli esperti, perché poggia in gran parte sui donatori delle regioni settentrionali e su quelli occasionali (il 10% del totale annuo).
Sarà quindi fondamentale diffondere la cultura della donazione e coinvolgere le fasce di popolazione che finora non si sono impegnate molto su questo fronte, cioè i giovani, che rappresentano il 17-18% tra i 18 e 29 anni, le donne, circa il 25%, e gli immigrati.

















































