Sperimentato a Bologna un campo elettrico per la cura delle metastasi ossee

All’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, uno dei centri italiani più all’avanguardia, è stata sperimentata una nuova tecnica per il trattamento delle metastasi ossee.
Si chiama elettroporazione, e consiste in una repentina scarica elettrica, indolore per il paziente, applicata tramite elettrodi introdotti nel tessuto malato. I campi elettrici che si creano, fanno aprire i pori nella membrana cellulare e permettono così un più facile e aumentato ingresso dei farmaci antitumorali direttamente nelle cellule cancerose.
Dopo alcune prove in laboratorio si è passati, nel 2009 all’applicazione su alcuni malati.
Si è così provato un potenzialmento dell’efficacia dei chemioterapici antiblastici soltanto nelle aree interessate dal campo elettrico, con il vantaggio di non alterare l’impalcatura ossea.
L’osso si ricostituisce con cellule sane dopo il trattamento, e non si verifica il cosiddetto «crollo» causato dalle terapie ablative tradizionali, che prevedono ad esempio iniezioni di cemento, per sostenere l’apparato scheletrico indebolito.
Prima della sperimentazione bolognese, il dispositivo era utilizzato per applicazioni limitate su tessuti molli (per esempio tumori della pelle), ma grazie al lavoro svolto al Rizzoli, è stata messa a punto una particolare forma di campo elettrico idoneo a trattare i tessuti ossei e in grado di non intaccare quelli muscolari, vascolari e nervosi.

















































