Sostegno a distanza con i soldi delle sigarette: smettere di fumare ha un valore etico

Smettere di fumare è difficile, anche perchè talvolta a mancare è proprio la motivazione.
Ad un fumatore accanito forse importa poco che 80 mila persone all’anno muoiano per le conseguenze delle sigarette, ma magari è disposto a smettere se vi vede una buona ragione di solidarietà personale.
Romano Ricci, presidente di Reach Italia Onlus, in occasione della Giornata mondiale senza Tabacco, ha presentato il progetto «Spegni il fumo. Accendi la vita», in collaborazione con l’Unità di Tabaccologia dell’Università La Sapienza di Roma, con la Società italiana di tabaccologia e con l’Agenzia nazionale per la prevenzione.
Il tentativo è quello di dare un valore etico al denaro, di valorizzare un eventuale risparmio di chi rinuncia a fumare, dando una motivazione reale e sensata a chi non ne trova altre.
Attraverso lo strumento del sostegno a distanza, rinunciare a 7 pacchetti di sigarette alla settimana, cioè quelli fumati da un consumatore abituale, permette ad un bambino di alimentarsi, ricevere le cure mediche di base e di studiare, affrancandosi da un destino di miseria.

















































