Menicanti, nuove tecniche per operare il cuore

Lorenzo Menicanti, 12.064 interventi di cardiochirurgia alle spalle, interviene quando il cuore non riesce più a pompare il sangue con la forza e il ritmo giusto al punto che il paziente non trova più benefici nei farmaci.
Nell’80 per cento di questi casi, oltre al by-pass, si può suggerire un intervento che i tecnici chiamano di «rimodellamento del ventricolo» e che ha inventato proprio lui, cinquantotto anni, piemontese di Ivrea, laurea alla Cattolica di Roma, e ora direttore di Cardiochirurgia II dell’Ospedale San Donato.
L’idea che ha avuto è questa: quando l’infarto lascia una cicatrice sulla parete del cuore, che perde la sua efficienza meccanica, non riesce più a pompare il sangue nell’aorta e si dilata, si può di intervenire con il bisturi, togliere la dilatazione e quindi migliorare le condizioni di lavoro del cuore.
Con il suo sistema diminuiscono i sintomi dello scompenso (come difficoltà a respirare, stanchezza, gonfiori) e aumento le aspettative di vita del paziente. In pratica si “taglia” la parte dilatata della parete e si applica un dispositivo, che restituisce la forma ellittica all’organo, insieme con la sua funzione.
Da quando l’intervento di rimodellamento del ventricolo è stato proposto, nel 1988, sono stati operati oltre 1.500 pazienti. Ma, come avviene di solito per le terapie a base di farmaci, ci voleva il cosiddetto studio clinico controllato randomizzato, capace di dire se un certo intervento è meglio di un altro: uno studio, cioè, che prevedesse, in questo caso, un confronto fra il solo by-pass e il by-pass associato all’intervento di rimodellamento.
Lo studio è stato lanciato dai National Health Institutes americani e si chiama Stich, che sta per Surgical Treatment for Ischemic Heart Failure, e permetterà di trovare una risposta alla domanda di quei due pazienti su dieci per i quali c’è ancora il dubbio se sia meglio il by-pass da solo o il by-pass unito all’intervento di rimodellamento. Certo, il vero trattamento di questi pazienti sarebbe un trapianto di cuore, ma in Italia, l’anno scorso, ne sono stati eseguiti solamente 310, decisamente pochi per pensare di affrontare tutte le situazioni che lo richiederebbero. E il rimodellamento allora diventa un’alternativa davvero interessante.

















































