Farmaco anti-cancro ha effetti positivi contro la sclerosi multipla

Registrata come farmaco per combattere le leucemie, la cladribina funziona anche contro la sclerosi multipla: i ricercatori inglesi, che l’hanno sperimentata sui pazienti, dicono che riduce rischio di ricaduta e la progressione della malattia «dramatically», cioè più del 50 per cento. Non solo, ma la cladribina sarebbe il primo farmaco anti-sclerosi somministrabile sotto forma di pastiglie, mentre tutti gli altri sono endovena.
La ricerca, presentata a Seattle in occasione dell’American Academy of Neurology, ha coinvolto 1.300 pazienti con sclerosi multipla, una malattia neurologica invalidante che distrugge la mielina (una sostanza che avvolge e protegge le fibre nervose) e provoca una progressiva alterazione della vista, del controllo muscolare, della memoria.
Lo studio prevedeva che un gruppo di pazienti seguisse o due o quattro cicli di terapia durante l’anno (ogni ciclo prevedeva la somministrazione di una compressa di cladribina al giorno per quattro o cinque giorni, in totale dunque circa venti giorni di terapia all’anno), mentre un altro gruppo veniva trattato con placebo. Dopo due anni, il gruppo in cura con il farmaco presentava una riduzione delle ricadute del 55 per cento e un peggioramento dei sintomi ridotto del 30 per cento.
Secondo gli esperti l’effetto del farmaco è legato alla sua azione immunosoppressiva: la malattia, infatti, è provocata da una reazione del sistema immune dell’organismo che produce anticopri anti-mielina.
La cura della sclerosi multipla ha attualmente opzioni terapeutiche molto limitate, e poter disporre di un trattamento orale efficace potrebbe migliorare molto la qualità di vita dei pazienti.

















































