Il vaccino anti-Hpv e il Pap test

La prevenzione del cancro al collo dell’utero passa per il vaccino contro il Papilloma virus.
Proprio per questo nel 2007 il ministero della Salute ha annunciato che nel 2008 avrebbe lo somministrato gratuitamente a 267mila ragazze nate nel 1997, ma oggi, a quasi un anno dall’inizio della campagna di profilassi, soltanto il 60% delle famiglie ha approfittato dell’opportunità.
L’Hpv colpisce buona parte della popolazione dopo l’inizio dei rapporti sessuali, è quindi molto diffuso e di per sé non costituisce una patologia, perché spesso si verifica una guarigione spontanea del virus.
Ma nelle donne, le infezioni da Papilloma virus, sono responsabili di più del 50% dei carcinomi correlati a infezioni, e il cancro del collo dell’utero rappresenta la seconda causa di morte per tumore in Europa tra le giovani donne tra i 15 e i 44 anni, dopo il tumore al seno (attualmente in Italia i casi diagnosticati ogni anno sono 3.500 con una percentuale di decessi altissima, circa il 30%).
Oltre al vaccino, gratuito per le dodicenni e a disposizione di tutti, la migliore arma di prevenzione oncologica resta comunque il Pap test, l’esame di un prelievo di cellule eseguito durante una visita ginecologica, allo scopo di individuare eventuali anomalie.
Tutte le donne dovrebbero sottoporvisi almeno una volta ogni tre anni, e in caso di positività eseguire il test per il Papilloma Virus.


















































Torna la tradizionale giornata Airc dedicata alla raccolta fondi e all’informazione | Iris Salute, 8 maggio 2009 03:00
[...] precoce di queste patologie sono stati moltissimi: dalla chirurgia conservativa per il seno al vaccino per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero, dai nuovi farmaci alle ricerche genetiche per calcolare il rischio di ammalarsi o per individuare [...]